giovedì, gennaio 12, 2006

Sul treno (un esempio)

Pubblico un esempio di quel che ho trovato nello scatolone:

La totale imbrevità di talune scorciatoie si ripercuote sulle conseguenze non volute delle azioni improvvisate di talune figure. Un volto di bambola incorniciato tra capelli di un rosso improbabile che tende al viola, lei è seduta nella penombra di uno scompartimento gelidi di un treno immobile a causa mancanza motrice partirà con ritardo imprecisato. L’occhio color malva nel riflesso del finestrino si muove lento ma nervoso o forse timido e volutamente languido fissando ora il marciapiede lurido là fuori ora la targhetta don’t trow any object out of the window ora la punta dei piedini corti che appena toccano il pavimento umido e grigiastro striato di nero gommoso ma non si vogliono fermare o soffermare se non per sbaglio di passaggio da un inutile soggetto ad un inutile passatempo su di me. Sono giovane, non mi dice, forse diciannove forse venti. E magari fidanzata, ma non una cosa seria, ne ho cambiati tanti negli ultimi tre anni, da quando hanno cominciato a vedermi con occhi diversi e io a rispondere con sicurezza crescente ai loro sguardi. Anche tu mi guardi come loro con un poco di stupore e un po’ di desiderio, quasi non capissi cosa di me ti attrae. Ma non ti voglio dare soddisfazione, non a te che non conosco e probabilmente non mi piaci neanche, non questa sera che sono stanca e un poco assonnata e voglio tornare a casa ma questo dannato treno non parte…

Gli appunti non sono datati e neppure in ordine. Tenterò quando possibile di contestualizzarli sulla base di quel poco che so. Di questo proprio non so che dire...