Il rapporto tra il tempo e la solitudine genera le più estreme fantasie: la scommessa è quella di riuscire a far sì che il senso del limite, la tirannia dell’intelletto sull’istinto, pongano freno ai moti spontanei potenzialmente devastanti.
Quanto si è perso non si può più riguadagnare, sia il tempo o l’innocenza. Essere attratto da qualcosa che non si è più in grado di ottenere (che, anzi, non si è mai stati in grado di ottenere) è perché lo sviluppo si è interrotto allora ed è quel tipo di rapporto che si cerca, quell’innocente assenza di responsabilità e futuro. Che loro non siano più chiuse come un tempo è di per se stesso un costante memento del mio fallimento.
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