inevitabili silenzi
Il mio rapporto con il tempo è schifosamente incostante. Alcuni giorni detesto il suo trascorrere, la sua lineare consenquenzialità, il suo divenire unidirezionale. Altre volte temo il suo stagnare, la compresenza di passato e presente, l'assenza di futuro, la brevità dell'attimo nel persistere di un'ora. Altre volte rimpiango il suo passaggio, tutto quel che avrei potuto dire e non ho detto, per colpa di meccanismi inconsci di autoprotezione oppure di mancanza di coraggio. Quel che è certo è che nulla c'è di più importante adesso della coscienza del tempo. E la certezza della sua inevitabilità.
sei davvero incredibilmente graziosa vent'anni di meno oppure vent'anni di troppo dipende da quale lato si affronta la quetsione se di quetsione si tratta oppure di inutile rincorrersi di pensieri che non si mutano in parola
sei davvero incredibilmente graziosa vent'anni di meno oppure vent'anni di troppo dipende da quale lato si affronta la quetsione se di quetsione si tratta oppure di inutile rincorrersi di pensieri che non si mutano in parola


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