martedì, giugno 26, 2012

Poche parole

Spesso poche parole servono a dire solo poche cose che avrebbero bisogno di più parole per essere espresse. Però è anche vero che tante parole non necessariamente implicano l'esistenza di tante idee. Mentre ancora: poche idee unite a poche parole non fanno che prorogare l'insistenza del nulla sul nulla.
In che caso ti poni?

mercoledì, giugno 13, 2012

raggio di luna

il motivo che mi gira per la mente in questi giorni è una canzone di kevin ayers may i? (parigi?), un piccolo cafe, una ragazza seduta ad un tavolino: posso sedermi di fronte a te e rimirarti per un pò? mi piacerebbe la compagnia del tuo sorriso. e' una canzone un poco debosciata che mi riempie di malinconia.

la malinconia figlia della solitudine mi accompagna ogni minuto e trasforma in tristezza ogni raggio di sole.

May I?
I just came in off the street
Looking for somewhere to eat
I find a small cafe
I see a girl and then I say

`May I sit and stare at you for a while?
I`d like the company of your smile`

You don`t have to say a thing
You`re the song without the sing
The sunlight in your hair
You look so good just sitting there

`May I sit and stare at you for a while?
I`d like the company of your smile`

mercoledì, giugno 06, 2012

ring-o

l'ho già scritto da qualche parte, ma a volte è impossibile non ripetersi: non si raccoglie quando non si è seminato. E' iniziato l'inverno: è giugno ed io vivo in un altro emisfero. Man mano gli abiti si fanno più sottili, le maniche più corte, ed io mi rendo conto della mia ineguatezza. Non è tristezza, depressione o si chiami come si vuole, melaconia, nostalgia, è più simile a quel senso di vuoto, a quel sentimento d'insensatezza che si costruisce in gola e scivola giù verso lo stomaco e su verso le lacrime.

Ho imparato da qualche anno a correre, anche se nulla mai cambia e non vengo percepito diverso da com'ero, e non mi percepisco diverso da com'ero. Ho solo perso due taglie, una taglia e mezza. Ma sembro più goffo di quanto non fossi, è sempre tutto troppo lungo, troppo largo, non trova equilibrio in se medesimo. E se la ragazzina che incroci scoppia a ridere, puoi fare finta che non sia a causa tua, ma nel profondo, in una zona che però non è così nascosta come credi, tu sai che rideva di te. Di nuovo: sono situazioni che si ripetono sempre identiche. Non c'è possibilità di uscire dal cerchio. Più le guardo più mi rendo conto di come non sia posiibile determinare un esito differnte. Sono loro ad aver ragione, sono loro che fanno bene a ridere.