mercoledì, maggio 30, 2012

inevitabili silenzi

Il mio rapporto con il tempo è schifosamente incostante. Alcuni giorni detesto il suo trascorrere, la sua lineare consenquenzialità, il suo divenire unidirezionale. Altre volte temo il suo stagnare, la compresenza di passato e presente, l'assenza di futuro, la brevità dell'attimo nel persistere di un'ora. Altre volte rimpiango il suo passaggio, tutto quel che avrei potuto dire e non ho detto, per colpa di meccanismi inconsci di autoprotezione oppure di mancanza di coraggio. Quel che è certo è che nulla c'è di più importante adesso della coscienza del tempo. E la certezza della sua inevitabilità.

sei davvero incredibilmente graziosa vent'anni di meno oppure vent'anni di troppo dipende da quale lato si affronta la quetsione se di quetsione si tratta oppure di inutile rincorrersi di pensieri che non si mutano in parola

martedì, maggio 29, 2012

il duro dio della città di alfa

Voglio condividere con te il mio presente. Il passato è un oggetto troppo affilato, il futuro, beh, il futuro è troppo breve.

Perdersi nel suo volto, bambola di pezza e venere di marmo.Amore obiettivo.

Creatura lontana, il mio pensiero sfasato, sempre un secondo indietro, mentre tu passi come un soffio nel prossimo attimo.

Alpha 60, troppa luce, voglio spegnermi.

mercoledì, maggio 16, 2012

il Dono

Non so parlare. Ma se anche avessi il dono della parola, sarebbe sprecato: ormai non ho più nulla da dire.

la solitudine non mi importa più

La solitudine diventa una compagna in sè. Ti accarezza oppure ti sfiora, è un pensiero costante che colora di sè tutti gli altri pensieri. Più ti sta accanto più diventa parte di te, un simbionte, un vampiro, una seconda pelle. Più passa il tempo, più ti accorgi che non esiste il divorzio per la solitudine, non c'è giudice che possa decidere di separare quel che la natura ha unito a te.

 Non mi importa più, oppure mi importa così tanto che giungo dalla parte opposta del cosmo. L'infanzia passata a discutere di ordine e caos, ma la maturità non mi ha portato a comprendere ne l'uno ne l'altro. Nel suo sorriso e nei suoi occhi beffardi mi perdo, la mia amata nella realtà di ieri e nei sogni di oggi. 

martedì, maggio 15, 2012

altro sul futuro

Il mio nome e la parola "futuro" nella stessa frase generano un paradosso.

Il futuro non esiste, il passato si può far finta di dimenticarlo, solo il presente conta, conseguenza di se stesso, causa ed effetto in un sospiro.

Ode alla giovetù, eterna, sempre passata ma sempre presente. Io e te, nessun futuro. E' la nostra forza, il nostro segreto raccontato al vento.

Materia di oggi, circondato diniesistenza e di nessuna possibilità.

Ho preso frasi a caso, fuori contesto, ma da fogli contigui. Il tema è chiaro. In un foglio poco lontano c'è scritto: "Aveva poco più di vent'anni meno di me e veniva da lontano,  ricordo il suo nome e lei non si ricorderà il mio." Si noti l'uso del passato (aveva, veniva), del presente (ricordo) e del futuro (ricorderà). Al futuro, conseguentemente, si applica l'unica negazione (non). 

lunedì, maggio 07, 2012

Anelli

No, non portare anelli. Io sono un maschio, e magari tutti quegli anelli, intorno al pollice, all'indice, all'anulare, a destra, a sinistra, uno, due oppure tre, vogliono dire qualcosa, oppure no. Io noto le cose. E perchè devo farmi così tante domande? Non ne vale la pena. Parliamone. E sfila tutti quegli anelli. Per ognuno una ragione oppure una bugia. vediamo chi si arrende per primo.

Messaggio per un incontro casuale in corridoio

giovedì, maggio 03, 2012

Scelgo la volgarità

Si scusi la volgarità. Ma se si imponesse la scelta tra un cesso ed un vaso di porcellana, ci sarebbero pochi dubbi su cosa cercare di portarsi a casa. Che il cesso sia più facile da conquistare, è solo un luogo comune: il cesso è imbullonato al pavimento. Quindi punta al vaso di porcellana, amico. Anche se devi cagare.