martedì, aprile 16, 2013

Pulizie di Primavera

Tormenta di neve. Neve che cade e non rimane. Solo una poltiglia bagnata che diviene acqua gelida non appena sfiorata. Promessa di un’impossibilità. La solitudine non permette che questi momenti siano condivisi, non consente che un fanciullesco sorriso di gioia si rifletta negli occhi di qualcun altro. Anche se il gelo genera come un ossimoroso calore nel cuore, questo allegro tepore è destinato a disperdersi nel vuoto che circonda chi lo percepisce. Immediata entropia.
 
DIALOGO IMMAGINARIO
Tu conosci solo uno spicchio di questo mandarancio, il resto è marcio. Magari ti piace quello che stai assaggiando, ma il gusto del resto dà la nausea.
Magari uno spicchio mi basta.
Appunto. E’ proprio per questo che le cose devono rimanere come sono.
Non voglio credere quel mi stai dicendo.
Vedi, non so cosa darei per avere una ragazza come te al mio fianco. Nei sogni - anche nei miei, così realistici -  sarebbe un desiderio che s’avvera, un mutamento di colori e posizioni. Ma nei sogni non ho a che fare con persone vere, ci sono solo infinite proiezioni di me. Tu sei una persona vera, in carne e sangue, con una mente individuale, tuoi pensieri, tue voglie, tuoi desideri. Sono solo da troppo tempo: non sono capace di piegarmi a compromessi.

Ascoltare il proprio respiro, nel silenzio del mare che s'infrange ondoso sugli scogli. Le illusioni di un divenire interrotto. Non è più possibile trovare quello che voglio, perchè non ne sono mai stato in grado, neppure nei sogni - i miei così dannatamente realistici.

giovedì, aprile 04, 2013

Probabilità

Mezzo inizio e mezza fine, ho voglia di trasgredire, mentre non ho il coraggio per farlo. Ridicolo abbozzo d’essere umano, non riesci a dominare la tua fantasia e a non disperdere il tuo spirito, non provi a migliorare pur continuando a lamentare la tua distanza dalla perfezione. Non vedi dove potresti finire ma nel contempo intuisci che la fine è prossima. Festeggiare al proprio funerale. Vertici di minareti muti e padiglioni di vetro. Il fluido senso dell’esistenza che si interrompe contro il duro muro del rimpianto, contro la parete dell’incapace inadeguatezza nel vivere; punti e virgola sospesi sul nulla, che prevedono altri punti dell’inutile elenco delle impossibilità. Anticipare il termine non si addice ad una personalità così poco decisa – non credere sia così facile, ci sei già passato, rimembranze di palindromi. Giaccio annullato battendo ripetutamente immagini e lascive libidini angeliche. Inutile perseverare in un’altra impossibilità, fantasmi di carne che fingi ti accarezzino l’anima. Il carnefice, sotto il cappuccio, ha probabilmente un altro volto.