giovedì, maggio 30, 2013

Green Hill



Incontriamoci sulle verdi colline del tuo avvenire, io come un albero secco con poche foglie, tu come un’ombra contro il cielo colore di pesca. Tendimi la mano, non avere paura della mia caducità: non avverti quanto m’illudo di volerti? Su questa collina ci siamo solo tu ed io, il sole e il vento, fili d'erba e terra gravida. Tu guardi verso l'orizzonte, io sento le mie radici aggrappate al nulla.

Ho perso la capacità di sognare tanto tempo fa, e tu non sei sei che illusione, minaccia di infelicità. Pronto a lasciarti scivolare altrove, faccio finta non m'importi.

martedì, maggio 21, 2013

Bellezza #1



Greve idolotra delle piccole cose.
Come si misura la bellezza. 
In grammi? Un mio amico un tempo credeva di poter calcolare il giusto rapporto tra altezza e peso, poi si ricredette: il giusto criterio era il rapporto tra massa grassa e massa magra. Rimase dannatamente interdetto quando si ricordò che una volta era rimasto trafitto dall’immagine di una donna incinta. Il rapporto tra le due masse in quel caso, dannazione, era disequilibrato.
In gradi? Un mio amico filosofo cercò di spiegarmi che il punto massimo, 360, ed il punto minimo, 0, coincidono.
Quindi?

martedì, aprile 16, 2013

Pulizie di Primavera

Tormenta di neve. Neve che cade e non rimane. Solo una poltiglia bagnata che diviene acqua gelida non appena sfiorata. Promessa di un’impossibilità. La solitudine non permette che questi momenti siano condivisi, non consente che un fanciullesco sorriso di gioia si rifletta negli occhi di qualcun altro. Anche se il gelo genera come un ossimoroso calore nel cuore, questo allegro tepore è destinato a disperdersi nel vuoto che circonda chi lo percepisce. Immediata entropia.
 
DIALOGO IMMAGINARIO
Tu conosci solo uno spicchio di questo mandarancio, il resto è marcio. Magari ti piace quello che stai assaggiando, ma il gusto del resto dà la nausea.
Magari uno spicchio mi basta.
Appunto. E’ proprio per questo che le cose devono rimanere come sono.
Non voglio credere quel mi stai dicendo.
Vedi, non so cosa darei per avere una ragazza come te al mio fianco. Nei sogni - anche nei miei, così realistici -  sarebbe un desiderio che s’avvera, un mutamento di colori e posizioni. Ma nei sogni non ho a che fare con persone vere, ci sono solo infinite proiezioni di me. Tu sei una persona vera, in carne e sangue, con una mente individuale, tuoi pensieri, tue voglie, tuoi desideri. Sono solo da troppo tempo: non sono capace di piegarmi a compromessi.

Ascoltare il proprio respiro, nel silenzio del mare che s'infrange ondoso sugli scogli. Le illusioni di un divenire interrotto. Non è più possibile trovare quello che voglio, perchè non ne sono mai stato in grado, neppure nei sogni - i miei così dannatamente realistici.

giovedì, aprile 04, 2013

Probabilità

Mezzo inizio e mezza fine, ho voglia di trasgredire, mentre non ho il coraggio per farlo. Ridicolo abbozzo d’essere umano, non riesci a dominare la tua fantasia e a non disperdere il tuo spirito, non provi a migliorare pur continuando a lamentare la tua distanza dalla perfezione. Non vedi dove potresti finire ma nel contempo intuisci che la fine è prossima. Festeggiare al proprio funerale. Vertici di minareti muti e padiglioni di vetro. Il fluido senso dell’esistenza che si interrompe contro il duro muro del rimpianto, contro la parete dell’incapace inadeguatezza nel vivere; punti e virgola sospesi sul nulla, che prevedono altri punti dell’inutile elenco delle impossibilità. Anticipare il termine non si addice ad una personalità così poco decisa – non credere sia così facile, ci sei già passato, rimembranze di palindromi. Giaccio annullato battendo ripetutamente immagini e lascive libidini angeliche. Inutile perseverare in un’altra impossibilità, fantasmi di carne che fingi ti accarezzino l’anima. Il carnefice, sotto il cappuccio, ha probabilmente un altro volto.

martedì, marzo 19, 2013

verso traverso

Foglie ghiacciate come frammenti di vetro
I tuoi occhi lame, miei abissi di metallo
Lontani dalla ruggine del tempo
Mi consumano
Illusioni
Vuote

martedì, gennaio 29, 2013

svariando (tentativi di fuga e fantasiestuck)

Il mare si prodiga per apparire diverso anche se in realtà è sempre uguale. Quante volte quell'acqua ha provato di sfuggirgli, schizzando, evaporando, ed in mille altri modi, nei ventri di pesci e mammiferi, nei gonfi polmoni di cadaveri, immagina. Ma sempre in vano, per quanta fantasia tu possa esercitare: tutta l'acqua infine torna in mare.

Qual'è il limite che non devi superare, quali sono le parole che non devi dire, quali sono i pensieri che non ti devono neppure sfiorare? E soprattutto: conviene rischiare alcunchè per ricevere comunque sempre la stessa risposta? La verità è innegabile, tutti vanno bene basta che non sia tu, e possono mutare situazioni, volti, età e contesti, ma quell'unico risultato rimane costante ed immutabile: rigetto e rifiuto.

La fantasia è. Non si esercita. Nasce spontanea e rimane tale anche qualora si voglia fissare a posteriori in forme codificate.

martedì, gennaio 15, 2013

Tirannie

Il rapporto tra il tempo e la solitudine genera le più estreme fantasie: la scommessa è quella di riuscire a  far sì che il senso del limite, la tirannia dell’intelletto sull’istinto, pongano freno ai  moti spontanei potenzialmente devastanti.

Quanto si è perso non si può più riguadagnare, sia il tempo o l’innocenza. Essere attratto da qualcosa che non si è più in grado di ottenere (che, anzi, non si è mai stati in grado di ottenere) è perché lo sviluppo si è interrotto allora ed è quel tipo di rapporto che si cerca, quell’innocente assenza di responsabilità e futuro. Che loro non siano più chiuse come un tempo è di per se stesso un costante memento del mio fallimento.